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Chi ha inventato la bicicletta?

chi ha inventato la bicicletta

Oggi ti portiamo a fare un viaggio in oltre 200 anni di storia, per scoprire chi ha inventato la bicicletta, come erano i primi modelli e come ha cambiato il modo di muoversi. 

Le origini della bicicletta

Il primo ad immaginare un veicolo simile alla moderna bicicletta è stato Leonardo Da Vinci. Nel Codice Atlantico, infatti, c’è un disegno che risale al 1490 che raffigura un veicolo con due ruote tenute insieme da un’asse di legno, una catena che collega i pedali alla ruota posteriore e un manubrio. 

Il vero inventore della bicicletta, però, è considerato il barone tedesco Karl von Drais, che nel 1817 ha creato la Laufmaschine, ovvero la macchina da corsa. In Francia, questa rudimentale bicicletta ha preso il nome di Draisienne, in onore del suo inventore. In Italia, invece, ha fatto la sua prima apparizione a Milano nel 1819 con il nome di Draisina

La bicicletta inventata da Karl von Drais, oltre ad avere due ruote, era dotata di un rudimentale sterzo, che era costituito da una leva e non da un manubrio. Inoltre, aveva un particolare poggia-pancia che serviva ad aumentare la spinta del conducente visto che la draisina non aveva i pedali e per muoversi bisognava camminare da seduti

Questa bicicletta è stata soprannominata boneshaker, cioè scuotiossa, per via delle vibrazioni a cui era sottoposto il guidatore a causa dell’impatto delle ruote di legno sulla strada, che a quel tempo non era certo asfaltata. 

Dal velocipede al biciclo

Nel 1870 la draisina si è trasformata nel velocipede, una bicicletta con una ruota anteriore alta e un sellino posizionato proprio sopra questa ruota. Per la prima volta al velocipede sono stati montati i pedali

Poi, il velocipede si è evoluto nel biciclo, una bici con una ruota anteriore ancora più grande, mentre quella posteriore è stata ulteriormente accorciata e il telaio è stato alleggerito. Nel 1869 Eugene Meyer ha inventato le ruote con i raggi e prodotto un modello di High Bicycle. I raggi tangenti, invece, sono stati realizzati da James Starley, che ha costruito anche lo scalino per salire sulla sua versione di High Bicycle chiamata Ariel. 

Il biciclo era un mezzo veloce, ma anche poco sicuro, perciò, le donne e le persone più avanti negli anni preferivano utilizzare veicoli come i tricicli o i quadricicli, più stabili e sicuri. La regina Vittoria, ad esempio, utilizzava in Salvo Quadricycle di Starley, che in onore della sovrana è stato rinominato Royal Salvo. 

Dalla safety bicycle alle moderne biciclette

È del 1884, invece, la prima safety bicycle, ovvero bicicletta di sicurezza, realizzata da John K. Starley a Coventry. Può essere considerata l’antenata delle moderne biciclette, con ruote delle stesse dimensioni e trasmissione a catena. L’invenzione degli penumatici nel 1888, che si deve a John Boyd Dunlop, ha contribuito a rendere ancora più confortevole l’utilizzo della safety bicycle.

Mentre la storia della bici che ti abbiamo raccontato fino ad ora si è svolta in Europa, per parlare della nascita della mountain bike, dobbiamo fare un salto negli Stati Uniti. Nel 1933, infatti, Ignaz Schwinn iniziò a produrre una bicicletta talmente resistente da essere adottata dai fattorini che consegnavano i giornali a domicilio, si trattava della Schwinn Excelsior. Con questa bicicletta iniziarono a svolgersi le prime gare di down hill alla fine degli anni ’70 in California. Poi, Gary Fisher apportò delle modifiche alla Schwinn Excelsior applicando i cambi di velocità e migliorando i freni, aprendo così la strada alle moderne mountain bike.

In Italia, invece, la prima a produrre una mountain bike fu la ditta Cinelli, che nel 1985 costruì un modello chiamato Rampichino, dal nome di un volatile di piccole dimensioni che si arrampica sugli alberi. 

Le origini della e-bike

In questo articolo dedicato alla storia della bicicletta non possiamo certo dimenticarci della e-bike. Molti pensano che la bicicletta elettrica sia un’invenzione recente, ma in realtà la e-bike ha più di cento anni

Il primo brevetto, infatti, risale al 1895 e fu registrato da Odgen Bolton Jr, un americano che inventò un motore da montare sulla ruota posteriore della bicicletta, una soluzione che oggi viene adottata da molte e-bike.

In seguito, altri studiarono dei sistemi per migliorare l’invenzione di Odgen Bolton Jr. Hosea J. Libbey, ad esempio, inventò una bici che prevedeva dei motori gemelli per l’assistenza in salita. Poi, John Schnepf mise a punto un sistema di frizione a rullo per guidare la ruota posteriore. Ma occorre attendere cinquant’anni, prima che Jesse D. Tucker arrivi al brevetto di una bici con un motore con ingranaggio interno, la ruota libera e, quindi, dare la possibilità al ciclista di usare i pedali con o senza il motore elettrico.

Le e-bike che vediamo oggi sono molto diverse dal primo modello brevettato da Jesse D. Tucker. Una bicicletta elettrica che si avvicina a quelle che utilizziamo ora è stata realizzata nel 1992 dalla Vector Services e si chiamava The Zike. Questo modello aveva un motore magnetico che era alimentato da una batteria al nickel-cadmio, integrata nel telaio.

Oggi le bici elettriche sono tra i mezzi di trasporto più popolari al mondo e l’anno scorso ne sono state vendute 35 milioni. 

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